Direttore di Scuola:
Prof. Carlo Rostagno (carlo.rostagno@unifi.it)
Rappresentanti degli Specializzandi:
Maria Antonella Pinelli (mariaantonella.pinelli@unifi.it – 3278647226)
Andrea Rossetto (andrea.rossetto@unifi.it – 3930515756)
Descrizione sugli obiettivi della scuola, l’indirizzo formativo, i punti di forza e le peculiarità della scuola stessa:
La scuola di Firenze, tra le prime in Italia, si è negli anni affermata come punto di riferimento per la formazione dei medici d’Urgenza.
Formazione supportata (sempre più nel corso degli anni) da specialisti nel nostro settore che svolgono attività di tutoraggio sia in ambiente ospedaliero che extraospedaliero; un piano di rotazione in cui la gestione dell’urgenza la fa da padrona e in cui accanto al DEA e all’emergenza territoriale si affiancano periodi di frequenza di plurimi reparti specialistici (rianimazione, ortopedia, ginecologia, pediatria), un percorso annuale di lezioni (frontali e workshop) e di simulazione ad alta fedeltà strutturate per permettere allo specializzando di acquisire le skills tecniche (e non) necessarie per la pratica clinica e previste dal curriculum europeo.
L’obiettivo è migliorare la formazione di anno in anno variando e modificando il piano e l’offerta formativa per adattare il percorso sempre più alle esigenze dei futuri Medici d’Emergenza-Urgenza.
Presso quali centri è possibile ruotare?
La rete formativa è ampia e comprende buona parte dell’Area Vasta Centro della Toscana. Tutte le sedi sono raggiungibili con i mezzi o con l’auto con un tempo di percorrenza massimo di 1 ora da Firenze.
– Ospedali:
o AOU Careggi (Firenze)
o Ospedale Santa Maria Nuova (Firenze)
o Ospedale Santa Maria Annunziata (Bagno a Ripoli)
o Ospedale Santo Stefano (Prato)
o Ospedale San Giuseppe (Empoli)
o Ospedale San Jacopo (Pistoia)
o AOU Meyer (Firenze)
– Sedi 118:
o Firenze
o Empoli
o Pistoia
La rete formativa nei cinque anni viene coperta da ogni specializzando quasi nella sua interezza con possibilità da parte di tutti di frequentare diversi setting e sperimentare esperienze lavorative diverse. Non c’è possibilità di scegliere la rete formativa ad personam, le assegnazioni vengono eseguite ad inizio anno in modo imparziale tenendo conto delle precedenti rotazioni effettuate.
Qual è il piano di rotazioni nei 5 anni (in settimane)?
Disclaimer: i piani di rotazione vengono ogni anno adeguati e rimaneggiati in base a feedback e proposte da parte degli specializzandi, questo che vi mostriamo è del 2024-2025 (stay tuned per il 2025-2026)

OSAI = Osservazione Alta Intensità: reparto di osservazione breve presso AOU Careggi di tipo sub-intensivo
ARTID = Anestesia-Rianimazione-Terapia Intensiva e del Dolore: con possibilità di frequenza sia del reparto di Terapia Intensiva che della Sala Operatoria
UTIC = Unità Terapia Intensiva Cardiologica.
Come siamo messi col tutoraggio?
Il rapporto tutor-specializzando è per noi MEU 1:1 durante tutti i turni lavorativi (eccezioni possono accadere in rotazioni di reparti quali medicina interna o altre specialistiche in cui può capitare di essere un maggior numero di specializzandi per compresenza con specializzandi del settore/rotazioni di altre scuole di specializzazione); per quanto riguarda i DEA: in AOU-Careggi è previsto l’affiancamento con tutor fisso per le prime quattro settimane di rotazione, dopodiché si entra nella turnazione delle stanze (con intensità di cura crescente in relazione ad anno di corso), in ogni caso il rapporto tutor (strutturato di stanza) – MEU viene rispettato in modo che in ogni stanza sia presente un solo specializzando MEU. Nella maggior parte dei DEA periferici si viene assegnati ad un tutor fisso per tutto il periodo, dove questo non avviene vige sempre la regola del’1:1 ma con tutor variabile come anche nella rotazione in Emergenza Territoriale (automedica-ambulanza medicalizzata-centrale operativa).
È possibile fare esperienze formative fuori rete formativa e all’estero?
Si, fino ad ora è stato possibile fare esperienze formative sia in Italia che all’estero con progetti già avviati oppure tramite contatti presi dai singoli specializzandi. Il Direttore è propenso a questo tipo di attività ed è difficile che la richiesta venga respinta, viene ovviamente richiesta la strutturazione di un progetto formativo valido e coerente con il percorso di studi e preferibilmente dal III anno di corso in poi.
È prevista la possibilità/obbligo di ottenere le principali certificazioni internazionali (ad es: ACLS, ATLS, PALS, TBST) durante il percorso formativo?
Si, ma occorre tener conto che si tratta di corsi per dipendenti dell’azienda. Per l’ALS con la collaborazione della nuova responsabile della formazione aziendale, si è riusciti a rendere sistematica la partecipazione degli specializzandi alle varie edizioni in modo da poter conseguire le certificazioni entro i 5 anni; si sta lavorando in questo senso anche per altre certificazioni quali PALS, PHTC e TBST che fin ad ora sono state acquisite tramite prenotazione diretta da parte degli specializzandi sul portale dell’azienda (con tutti i limiti e la poca sistematicità della metodica) anche in questo caso: stay tuned. Per i corsi e le certificazioni il contributo economico è relativo al solo materiale didattico.
E’ possibile prendere parte a congressi et similia? E’ previsto un contributo economico?
Si, è possibile prendere parte a congressi solitamente accordandosi con i colleghi in rotazione nella stessa sede. E’ previsto un contributo economico che abbiamo democraticamente scelto essere il totale dei soldi messi a disposizione dalla scuola per questo tipo di attività suddiviso per il numero di specializzandi (circa 250 euro annui).
Come siamo messi con le lezioni?
Bene e sempre meglio diremmo noi; annualmente viene strutturato un piano di lezioni (1-2 volte a settimana) della durata di circa due ore in cui vengono affrontati topics fondamentali e per la maggior parte proposti da noi specializzandi di anno in anno. Dal 2025-2026 queste saranno suddivide in lezioni per biennio e triennio (fino ad ora sono state condivise da tutta la scuola). Gli incontri si tengono in modalità ibrida nella maggioranza dei casi ed è fortemente raccomandata la presenza (di persona o online) essendo nelle ore di lezione esonerati dall’attività di reparto.
Accanto alle lezioni ‘frontali’ abbiamo un fitto programma di workshop (alcuni rodati altri in corso di programmazione) per affinare skills tecniche e affrontare argomenti che richiedono espertizzazione pratica tenuti da MEU senior e/o da specializzandi degli ultimi anni.
Ultima ma non ultima per quando riguarda le attività ‘’peer to peer’’: le ‘’Induction weeks’. Da anni ormai la scuola di Firenza organizza nelle prime 2 settimane di ingresso delle matricole un programma di lezioni e workshops tenute da specializzandi ‘’anziani’’ su tematiche di base della pratica clinica in modo da introdurli al mondo dell’urgenza dandogli le prime nozioni e le prime fonti per strutturare un percorso di studio funzionale.
E le simulazioni?
La scuola di Firenze si è sempre contraddistinta per portare avanti un programma di formazione in un centro simulazioni con manichini ad alta fedeltà, grazie al nuovo direttore di scuola che ha mantenuto e supportato il progetto e alla Dott. ssa Innocenti (responsabile del centro di simulazione) nonché agli specializzandi e specialisti che hanno conseguito la certificazione di facilitatori, l’attività del centro va avanti in maniera strutturata con programma di simulazioni per i primi tre anni di scuola di specializzazione, che prevedono graduale acquisizione di technical e non technical skills. Stiamo lavorando all’aggiunta di simulazioni in ambito pediatrico e territoriale per gli ultimi due anni di scuola (stay tuned anche qui).
È possibile fare attività di ricerca scientifica?
Si, sia il PS dell’AOU Careggi (che periferici in maniera meno spinta) che l’OSAI consentono la partecipazione ad attività di ricerca scientifica con possibilità di pubblicazione. All’attivo la Scuola presenta molteplici progetti di ricerca, comprendenti anche studi multicentrici, con apertura a proposte e idee. Ogni mese durante il JC della scuola i gruppi di ricerca presentano i loro lavori ponendoli al centro di discussioni e proposte.