Lettera aperta alla dott.ssa Gabanelli e alla redazione di www.corriere.it

Grazie alla dott.ssa Gabanelli e alla redazione di http://www.corriere.it, è in questi giorni sotto i riflettori il tema degli standard qualitativi delle Scuole di Specializzazione in tutta Italia.  Sulla nostra pagina FB potete trovare il link  dell’intervista integrale, in cui il presidente di Federspecializzandi ed il presidente di Associazione Liberi Specializzandi dicono la loro in merito. Una delle prime scuole ad essere stata tirata in ballo è stata la nostra, motivo per cui, dati alla mano, reali e non supposti, ci siamo permessi di dare anche noi una risposta in merito alla questione. Anche perchè toccati proprio da vicino in ciò che da anni stiamo cercando di fare e in ciò che già abbiamo già fatto.
Ecco quindi ciò che abbiamo dire. Sperando, ovviamente, di essere ascoltati.


“Gentilissimi,

Vi scriviamo in qualità di Coordinamento degli Specializzandi in Medicina d’Emergenza-Urgenza d’Italia (CoSMEU) riguardo al Vostro servizio di Dataroom del 12/11 us.

La presente per ringraziarVi sinceramente per aver puntato i riflettori su un argomento che è una delle principali ragion d’essere della nostra associazione: la garanzia della qualità formativa. D’altro canto ci interessa sottolineare alcuni aspetti. 

La Scuola di Specializzazione in Medicina d’Emergenza-Urgenza (MEU) è una realtà giovane, istituita nel 2006 ed attiva dal 2008. E’ la sorella minore di tutte le Scuole di Specialità, l’ultima arrivata, ma non la meno importante. Nella sua fucina si forgiano infatti medici specialisti destinati a gestire le prime ore di qualunque situazione medica potenzialmente fatale per il paziente. Noi Medici d’Emergenza-Urgenza (e non “di pronto soccorso”) siamo i primi che il Cittadino incontra alle porte dell’ospedale nel momento del bisogno 24/7. La peculiarità della nostra figura professionale è duplice: la gestione dell’Emergenza, condizione che richiede il trattamento di una patologia immediatamente pericolosa per la vita, e dell’Urgenza, malattia potenzialmente evolutiva che richiede un riconoscimento ed un trattamento adeguato nel più breve tempo possibile.

Il sottotitolo del Vostro intervento è: “Ti fideresti ad entrare in un Pronto Soccorso in cui il medico di turno ha fatto tirocinio su tutt’altro?”. Ci sentiamo chiamati in causa e risponderemo con dati non solo “supposti”.
Vi rigiriamo la domanda, approfondendo la questione: “Vi fidereste ad entrare in un Pronto Soccorso (PS) in cui ci sono medici che non sono specialisti, ma neolaureati formati con tirocini professionalizzanti durante la laurea? Vi fidereste ad entrare in un Pronto Soccorso in cui sono assunti specialisti di altre specialità che non siano quelle dell’emergenza-urgenza? Vi fidereste a farvi soccorrere sul territorio da un medico formato per un totale di sole 372 ore (15 moduli didattici teorico-pratici da 8 ore ciascuno ed un tirocinio pratico della durata di 7 settimane)?”
Purtroppo la questione è sempre più complessa di quello che sembra, il numero di specialisti MEU attualmente non raggiunge il numero idoneo a soddisfare le necessità, per cui, gioco forza, al momento si stanno attuando delle manovre correttive che sicuramente non garantiscono il miglior livello qualitativo, ma l’alternativa sarebbe quella di chiudere i PS per mancanza di personale.
Una di queste è stata aumentare il numero di borse di specialità, e per garantire uno stesso standard necessariamente la rete formativa è stata ampliata. La direzione da prendere è quindi quella di verificare ovviamente che tali strutture esistano e siano adeguate, consapevoli che i semplici numeri (per esempio flusso annuo in PS), non può essere preso come unico parametro a garanzia di buona qualità della sede formativa stessa.

In questo ambito CoSMEU, attiva dalla fondazione della Scuola e ufficialmente istituita a maggio 2017, svolge molteplici fondamentali compiti. Primo tra tutti abbiamo creato una rete tra gli specializzandi in MEU d’Italia che ci ha consentito di confrontarci sulla nostra formazione. Questo ci ha permesso di svolgere un ruolo di “controllo qualità”: ogni anno inviamo a tutti gli specializzandi MEU un’indagine per sapere che cosa effettivamente si faccia durante 5 anni di formazione (perché va bene avere le strutture convenzionate per rientrare nelle specifiche di legge, ma poi bisogna utilizzarle!). Non abbiamo riscontrato reticenze a far emergere i problemi, piuttosto trovare misure risolutive è il nodo più difficoltoso da sciogliere.
Fotografare la realtà nazionale ci consente di individuare le criticità e, coi dati alla mano, di lavorare coi Direttori fianco a fianco per elaborare strategie migliorative. Ad esempio come CoSMEU stiamo ora lavorando sulla proposta di piano formativo da adottare in ogni Scuola da nord a sud, da est ad ovest, in modo da standardizzare la formazione su tutto il suolo nazionale. Infatti, nonostante da decreto ministeriale siano chiari e definiti i requisiti che uno specializzando dovrebbe acquisire durate il suo percorso formativo, non sono altrettanto interiorizzati e condivisi all’interno delle singole scuole. Inoltre promuoviamo progetti di scambio con l’estero che ci consentano di andare a vedere realtà in cui la Medicina d’Emergenza-Urgenza esiste da 50 anni (USA e UK) o che ci facciano collaborare con ONG (Rainbow for Africa e Medici Senza Frontiere) per coltivare l’aspetto umanitario della Medicina d’Emergenza-Urgenza. Ci interfacciamo poi col Ministero e altre organizzazioni di specializzandi per contribuire a risolvere problemi organizzativi quotidiani. Anche i nostri specialisti, una volta terminata la Scuola, si battono per garantire la qualità del Servizio.

Ed i risultati? Per fare un esempio, nella competizione amatoriale SIMCUP 2018, in cui 24 squadre (costituite da 4 medici in formazione specialistica, di qualsiasi anno, iscritti a una qualsiasi scuola di specializzazione in un’università italiana)  si sono scontrate su scenari di emergenza, la vincitrice è stata una squadra di Firenze composta da 4 specializzandi MEU. Questo ha permesso loro di partecipare alle finali europee di simulazione, in occasione del congresso EUSEM (European Society for Emergency Medicine) a Glasgow, vincendo a pari merito con la squadra inglese.

Tutto questo per dire che la nostra è una realtà nuova e per questo imperfetta, vivace e in continuo cambiamento. Senza ombra di dubbio, ci sono degli aspetti che devono essere migliorati, dei quali il più eclatante è stato prontamente evidenziato dalla Vostra trasmissione. 

La foresta che cresce fa meno rumore di un albero che cade.
Il Vostro giornalismo è un servizio alla collettività o serve a fare clamore? Se, come crediamo, la Vostra risposta è la prima, Vi invitiamo a raccontare al grande pubblico anche quanto di buono sia stato fatto e si stia ancora facendo, con passione, avendo come stella polare un solo obiettivo: la tutela della Salute del Cittadino.  

Ribadendo ancora una volta la stima per la Vostra professionalità, in attesa di un gentile riscontro, porgiamo cordiali saluti”

Il Presidente Dott Valerio T Stefanone ed il Direttivo CoSMEU

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