Punto di vista CoSMEU sulla Delibera XII/787 di Regione Lombardia

Lo scorso 31 Luglio è stata emanata da Regione Lombardia una delibera in merito al riordino del Sistema dell’Emergenza-Urgenza, che ha generato un cospicuo dibattito tra alcune Società Scientifiche e sigle sindacali, con pareri spesso contrastanti.

Come Coordinamento di specializzandi di Medicina d’Emergenza-Urgenza, CoSMEU non poteva astenersi dal portare il proprio pensiero al dibattito scaturito attraverso una lettera all’Assessore alla Sanità della Regione, in cui si è ribadito il nostro impegno ad uniformare la formazione in Medicina d’Emergenza-Urgenza (anche attraverso la simulazione ad alta fedeltà ed incentivando la mobilità Internazionale e nazionale), a sviluppare l’identità dello Specializzando MEU e a divulgare Cultura di Medicina d’Emergenza-Urgenza, mediante la creazione di un filone di ricerca di settore.

Concordiamo sull’importanza del riconoscere il ruolo univoco dello Specialista MEU. Affermiamo la necessità, per lo Specializzando e lo Specialista MEU, di aver riconosciute le aree di competenza in PS, Med-Urg/terapia sub-intensiva, emergenza pre-ospedaliera e gestione della guardia interdisciplinare. Dal nostro punto di vista, il Medico di Emergenza-Urgenza è quello specialista formato per poter lavorare in tutti questi ambiti, che riconosciamo come nostri, e dev’essere libero di poter ruotare tra essi.

Infine, sia per migliorare le condizioni lavorative (attualmente gravate da sovraccarico, boarding e scarsità di personale), che le cure erogate ai pazienti, ci auspichiamo un incremento dei posti letto ospedalieri dedicati al PS. È faticoso vedere malati, spesso anziani, sostare svariate ore o anche interi giorni su una barella in stanze o corridoi sovraffollati dei PS in attesa di un ricovero. Inoltre, come riconosciuto dalla letteratura, il boarding è sia responsabile di un aumento di mortalità/prolungamento della durata dei ricoveri, ma anche concausa di bornout per molti colleghi.

Non si può ignorare, inoltre, la necessità di fornire ai medici il tempo e gli strumenti necessari per poter garantire l’alto standard terapeutico che i nostri pazienti meritano e che conseguentemente viene meno in un contesto di inadeguatezza di spazi, disparità del personale in relazione al numero dei pazienti in carico e quantità di ore di lavoro.

E proprio per la centralità del paziente, rivendichiamo il ruolo specifico e democratico del PS, interfaccia tra ospedale e popolazione, che dovrebbe essere fiore all’occhiello della sanità pubblica.

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