Oggi, martedi 10 ottobre, la nostra Co-Chair Michela Cascio è intervenuta al convegno, tenutosi a Bologna, dal titolo “Rispondere ad un problema EMERGente tra cure primarie e sistema di emergenza-urgenza”.
In particolare ha parlato nell’ambito della seconda sessione di dibattito con tematica “Il futuro visto dal futuro: confronto e visione fra specialisti e specializzandi”.
Siamo lieti di condividere con tutti voi di seguito il suo intervento:
“Sono una specializzanda di meu al 4 anno e vice presidente COSMEU, il coordinamento degli specializzandi MEU che si è da sempre occupato di rappresentare a livello nazionale le richieste , riportare le mancanze e perché no le eccellenze delle scuole e degli spec MEU in maniera oggettiva.
Oggi vorrei, però, cominciare dicendo una cosa personale: più di una volta quest’anno ho pensato di non essere la persona giusta per questo ruolo, perché andare a parlare di competenze come ad esempio la gestione avanzata delle vie aeree quando nella mia scuola non è presente la rotazione in sala operatoria potrebbe essere fuori luogo e io stessa poco adatta.
Recentemente invece ho capito che sono il perfetto campione rappresentativo di una realtà, la Nostra, quanto più eterogenea e discutibile nell’ambito della formazione specialistica in ambito medico.
Siamo qui per parlare di futuro e per proporre possibili soluzioni, alla luce soprattutto del calo ancora più vistoso di medici che scelgono la nostra specialità.
Cosa vedono i neolaureati?
In primis, una formazione nebulosa ed una prospettiva di carriera logorante, priva di encomi e lontana dagli ambienti accademici: e di questi sappiamo bene il perché.
Alla domanda su cosa spaventi di più di questa specialità il 96% degli specializzandi ha risposto: le condizioni di lavoro post specializzazione.
Non siamo noi a poter agire da solo su questo! Dovete aiutarci!
Abbiamo chiesto cosa potrebbe essere utile per migliorare la situazione e ci hanno risposto: “uniformare, standardizzare e formazione omogenea su tutto il territorio”.
Se non abbiamo le skills non possiamo pretendere il rispetto e non possiamo competere. Ci hanno anche risposto che per migliorare ci vorrebbero maggior riconoscimento e dignità.
Il riconoscimento passa dalla conoscenza e dalla formazione e guardate che gli specializzandi vorrebbero formarsi fino al 5 anno se fosse possibile.
Alla domanda su cosa pensassero dell’emendamento che liberalizza le assunzioni con contratto Calabria dal 2 anno le risposte sono state: “follia, rischioso, troppo presto, inutile, pazzi, sminuisce, come pensare che uno specializzando sia formato dopo soli 12 mesi, spesso di medicina interna? Se è considerato al pari di un dirigente medico specialista vuol dire che la specializzazione è inutile”.
Il riconoscimento passa dal tempo dedicato ad acquisire competenze e dalla possibilità di intraprendere una carriera accademica.
Dovrebbero fare riflettere non solo i numeri di nuovi iscritti ma anche quelli degli specializzandi che lasciano in corso, che si iscrivono ad un’altra specializzazione alla fine del percorso in MEU.
Se questo sistema non è fruttuoso si può pensare di cambiare, prendere ispirazione da altre realtà internazionali funzionanti.
Perché medici che vogliono fare questo mestiere ci sono e vorrebbero farlo prevalentemente in un ambiente misto, atto a coprire tutti gli ambiti della rete dell’emergenza urgenza”.
Dr.ssa Michela Cascio